Intervista a Stefano Sacchini

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Sanguigno e passionale, come solo i romagnoli sanno essere, Stefano Sacchini è, come molti suoi conterranei famosi e non, affetto dalla congenita, e apparentemente indebellabile, “patologia del Mùtor”. Le due ruote per lui sono vitali come l’aria che respira, purché miscelata con benzina. Una ragione di vita che lo ha portato a cavalcare di tutto, e dappertutto

Ciao Stefano, e grazie per aver accettato questa chiacchierata con Scout Motorbikers. Intanto comincerei col chiederti di presentarti ai lettori: chi è Stefano Sacchini? Ci racconti qualcosa di te?
Sono nato a Rimini nel 1968. Da ragazzetto, a 12 anni, andavo a vedere girare i ragazzi più grandi nei cosiddetti “pistini”; all’epoca ve n’erano dappertutto. Quando loro finivano con le moto io, entravo in pista con la bicicletta, e in discesa andavo anche forte… La prima due ruote motorizzata, a 14 anni, fu un College 50, col quale cominciai a cimentarmi nell’Off, proprio sullo stesso pistino che percorrevo a pedali. La prima vera moto, una Gilera RX Arizona, arriva a 16 anni; con quella partivo da casa per partecipare ai campionati regionali di Enduro in Emilia Romagna. La mia carriera di endurista si è protratta fino ai 35 anni, spremendo prevalentemente le “arance” di Mattinghofen. Nel 2003 entrai in contatto con la 950 Adventure, quindi sempre KTM; è stata la chiave di svolta. Al tempo, quasi nessuno si cimentava seriamente nell’Enduro con le grosse bicilindriche. Cominciai così ad organizzare tour appositamente per loro, le bicilindriche, raggruppando fino a 50 persone con destinazioni nel centro Italia, Tunisia e Grecia, luoghi che conoscevo a menadito. Nel 2006, grazie al KTM Motorstore di San Marino, partecipo, con una 950, al campionato Italiano Motorally, vincendo 8 gare su 9. Oggi faccio solo gare da esibizione; l’ultima è stata l’Erzberg Rodeo con la Bimota DBx, dove ho tagliato il traguardo come primo degli Italiani e quarto di classe
Che cosa ti ha portato ad avvicinarti al mondo delle due ruote? È stato un percorso prestabilito o ci sei arrivato strada facendo?
Non ci sono arrivato, è la moto che mi ha chiamato! Mia madre racconta spesso che, da quando avevo solo quattro anni, mi affacciavo alla finestra riconoscendo la marca delle moto che passavano davanti a casa
Quali sono i risultati ottenuti in ambito agonistico da Stefano Sacchini?
Ho vinto gare del campionato Regionale di Enduro, ho collezionato 11 vittorie, in diverse categorie e con differenti moto, nel Campionato Italiano Motorally, ho partecipato a 4 Erzberg Rodeo, terminando sempre tra i primi, e primo degli Italiani, con BMW F 800 GS, GS 1200, e Bimota Dbx. Inoltre ho collezionato un secondo di classe, e quarto assoluto, all’Evia Rally 2012, in Grecia, guidando una BMW 650 Sertao di serie
Come nasce il progetto Adventureschool, quali presupposti hanno portato alla sua creazione?
Sapevo dell’esistenza dei corsi Off per Enduro monocilindriche, e mi presentai al primo organizzato da Fabio Fasola, nel ‘92. Partecipai ad altri corsi gestiti da Fasola, fino a diventarne assistente. Con Lui e il compianto Meoni organizzammo un corso Off per possessori di KTM 950; si presentarono in 28! Io e Fabrizio ne prendemmo in carico la metà. Poi, la storia e la vita han fatto sì che Fabrizio volasse via! KTM decise di sospendere i corsi per un certo periodo. Io ero carico e motivato, le persone mi chiedevano di dar loro delle lezioni, così presi la palla al balzo e partii; era il 2004 quando fondai Adventureschool. Nel 2005 affiancammo ai corsi in Off quelli di guida sicura su strada, che oggi sono la prevalenza delle nostre attività.


Vi è una “Mission” ben definita nell’operato di Adventureschool? Cosa si prefigge?
Mi appassiona, mi fa sorridere e mi riempie d’orgoglio vedere, e sentire, ragazzi impegnati nei corsi con dei GS 1200, ringraziarmi per averli messi nelle condizioni, per loro inimmaginabili, di affrontare determinati percorsi. Sostanzialmente è questa la nostra mission; fare divertire, in sicurezza, i nostri clienti con le loro moto
In che modo è strutturata la tua organizzazione? Si avvale di altri collaboratori?
Il Team di Adventureschool è composto da cinque persone, me incluso, e si spende tra Italia e Francia. Il prossimo anno allargheremo i nostri eventi a Costa Rica e Brasile. Inoltre organizziamo corsi, strada e fuoristrada, per club e gruppi
Adventureschool si concentra sui corsi di guida collettivi, o propone sedute dedicate anche a singoli partecipanti e/o altro?
I corsi You & Me, solo infrasettimanali, riguardano sia l’On che l’Off; possono tenersi da noi o dove desidera il cliente. Abbiamo in calendario i nostri corsi week end, sempre on e Off road, con motoclub locali, oppure, tramite la loro rete commerciale, dedicati a case come BMW, KTM, H-D, e Ducati. Oggi riusciamo a muovere, e soddisfare, circa 450 persone l’anno, numeri che ci portano al top tra le attività di settore


Di pari passo con l’attività di istruttore Stefano Sacchini continua anche la sua carriera agonistica: dov’è andato recentemente a sporcarsi le mani? L’esperienza all’Erzberg Rodeo con Bimota?
Sì, mi interessano le manifestazioni dal forte richiamo mediatico. Bimota mi ha chiesto di testare e portare la loro DBx in gara all’Erzberg; la missione è stata compiuta, e direi anche bene! Per mesi ho lavorato a stretto contatto con Massimo Gustato, il capo progetto. Partendo dal modello base, il quale sarà presto disponibile dai concessionari, siamo intervenuti su assetto, freni e cerchi, per poter montare le gomme specialistiche da enduro. Ora, con la stessa moto, avrei intenzione di partecipare a qualche rally internazionale.
I prossimi progetti che ti vedranno coinvolto in che direzione vanno? La tua esperienza viene spesso richiesta dai brand del settore: puoi farci qualche nome?
Collaboro come tester, e testimonial, per Continental, Andreani (Ohlins) e Twalcom. Operiamo, e abbiamo operato, come organizzatori di test drive per case motociclistiche quali KTM, Husqvarna, Aprilia e Triumph.

maggio 2013

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